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    April 25

    25 Aprile, a l' alba..............

    In concomitanza del 25 aprile, come ogni anno ci urge il dovere morale di ribadire il nostro dissenso nei confronti di una ricorrenza che non sarà mai da noi festeggiata.

     

    Per noi questo è il giorno delle falsità in cui una invasione, una resa, un tradimento e una sconfitta si trasformarono in “Liberazione”cosicché risulterebbe che solo la Germania ed il Giappone hanno perso la guerra.

     

    Con questo inganno storico per più di 60 anni si trascinano stancamente i festeggiamenti per una giornata che ha solo il sapore del tradimento, non siamo solo noi a dirlo ma è un fatto riconosciuto e ricordato anche da coloro che combatterono al fianco dei partigiani, basti citare ciò che affermò nel suo “diario di guerra” il comandante supremo della forze armate USA, Eisenhower: “La resa dell’Italia fu uno sporco affare. Tutte le nazioni elencano nella loro storia guerre vinte e guerre perse, ma l’Italia è la sola ad aver perduto questa guerra con disonore, salvato solo in parte dal sacrificio dei combattenti della R.S.I.”

    E ancora W. Churchill, primo ministro Inglese: “ solo dopo la defezione italiana noi abbiamo potuto raggiungere la vittoria”.

    In questo giorno il nostro ricordo va a coloro che, compiendo la scelta dell’onore aderirono alla Repubblica sociale Italiana, combatterono e si sacrificarono per la patria e l’indipendenza nazionale.

    Quei giovani di allora che senza speranza di vittoria si batterono per l’onore d’italia contro un nemico vigliacco che li colpiva nel buio e alle spalle, un nemico invisibile e senza onore, che solo a cose fatte scese dai monti per indossare i panni dell’eroe.

    Un nemico tanto vile quanto sanguinario che prelevava il fascista di notte per farlo sparire, uccideva le ausiliarie dopo averle violentate, organizzava azioni terroristiche che scatenavano le previste rappresaglie sui civili.

     

    Il 25 aprile, insomma, una storia scritta da pochi che continua a celare le sue verità, ma qualcosa sta cambiando la realtà viene sempre a galla ed è così che anche il mito della resistenza scricchiola sotto il peso della storia,  è così che quanto pocanzi affermato da noi trova riscontro in diversi saggi-dossier, stesi da illustri autori di sinistra come Giampaolo Pansa  che, con libri come “il sangue dei vinti” ha contribuito a squarciare il velo di menzogne propinateci, un testo criticato ed osteggiato che è diventato film e a maggio sarà mandato in onda sulla rai.

     

    Noi del “Cerchio e la Croce” galvanizzati da una realtà che sta cambiando, continueremo a dare il nostro contributo di verità, seguitando a promuovere studi e seminari culturali volti a ripristinare la verità storica affinché più ampie porzioni di popolazione siano consapevoli dell’inganno.

     


    April 18

    Il Sindaco Speranza come Ponzio Pilato.

    Sulla “discarica a Lamezia” non ci meraviglia la posizione del Sindaco e della sua giunta, d'altronde il coraggio e la decisione non sono qualità che contraddistinguono l’operato di questa amministrazione.

    Eravamo convinti di ciò anche lo scorso 11 agosto, allorquando un’ apparente(subito sopita) reazione di orgoglio, paventata dal consiglio, nei confronti del provvedimento del commissario per l’emergenza ambientale Goffredo Sottile, aveva suscitato un minimo di fiducia.

    Il sindaco in prima linea a fermare i camion ci aveva colpito, ma una rondine non fa primavere e la storia riprese immediatamente il suo corso.

    Così, dopo la sceneggiata, la nostra città riprese a subire supinamente l’arrivo di spazzatura da mezza Calabria, senza sosta fummo sottoposti all’ordinanza che stabilisce di far scaricare 60 tonnellate al giorno di rifiuti provenienti da fuori provincia nel sito lametino, ma il provvedimento emergenziale  finì  per creare una nuova urgenza, quella di sopperire alla saturazione dalla stessa discarica.

    Una necessità già prevista ma che la politica ha aggravato scegliendo di adottare come soluzione coerente alla sinistra “il non decidere”, ed ora che l’ennesimo provvedimento emanato dal commissario(la creazione della terza vasca) ha reso il contesto incandescente, Speranza come “Ponzio Pilato”, constata la gravità ed il fallimento della linea politica adottata, ha deciso di rimandare il tutto al governo centrale.

    Una bella “lavata di mani” sostenuta anche dal PD cittadino che, per voce del suo segretario, scarica la totale responsabilità al commissario Sottile, difendendo l’operato di un sindaco che appare sempre più evanescente.

    Al PD ribadiamo che, seppur burocraticamente sostenibile quanto da loro affermato, per noi del” Cerchio e la Croce” questa amministrazioni ha la grave colpa di non aver garantito alla nostra comunità il rispetto e la considerazione dovuta alla terza città più importante della Calabria, una posizione gravissima quella di questa giunta, soprattutto in considerazione del fatto che ad amministrare la regione( e di conseguenza la questione rifiuti) è una giunta che ha lo stesso colore politico del governo Lametino.

    April 05

    LA TRADIZIONE NON SI “RECIDE”.

    In merito alle celebrazioni pasquali e in particolare  alla tradizionale processione del Venerdì Santo, esprimiamo profonda indignazione per la decisione espressa dal  Vescovo di confermare, per il quartiere di Sambiase, l’anticipazione del rito al mercoledì.   

    Non sono bastate dunque le proteste di migliaia di fedeli  tra cui giovani della nostra associazione, che lo scorso anno, disertando il dettame del vescovo,  manifestarono il loro disappunto con una fiaccolata che si svolse, simbolicamente, di venerdì.

    Anche quest’anno linea dura nei confronti dei fedeli Sambiasini, nessuna concessione o riconoscimento.

    Eppure, come reso noto lo scorso anno, non si tratta di una questione di pennacchio o di politica, ma è un “caso” di  “tradizione”, un rituale che trova nella comunità in questione radici che attraversano oltre 5 secoli  e che con troppa leggerezza il vescovo Luigi Cantafora, desidererebbe cancellare.

    Tra le motivazioni espresse dal capo della diocesi, si asseriva la volontà di promuovere, con questa iniziativa, l’unificazione della città, come se questo compito appartenesse ad un potere divino.

    Una città strana Lamezia Terme, una comunità mai diventata omogenea e che persegue la sua unificazione attraverso lo sport, la religione ed altro,  tutto ed il contrario di tutto purché non si tocchi la politica, così anche il capo di una comunità religiosa si inserisce nel caos che regna ormai da 40 anni, decidendo di recidere “radici” per il bene della comunità.

    Noi del “Cerchio e la Croce” che della tradizione abbiamo fatto la nostra ragione di vita e motivo di fiducia per risolvere i problemi che attanagliano la nostra società, diciamo al vescovo che:” il compito di costruire una comunità spetta in primo luogo alla politica, la quale deve essere in grado di valorizzare le diversità espresse dalla cittadinanza e servirsi delle sue tradizioni per costruire ed arricchire un patrimonio identitario comune, con la consapevolezza che le radici debbano essere considerate non come un freno ma come base di partenza e solido punto d’appoggio su cui fare leva per unire fattivamente la città”.

    Asserito ciò, i componenti del  Cerchio e la Croce, come già fatto lo scorso anno, diserteranno la cerimonia del mercoledì per aderire alla consueta fiaccolata di protesta che si svolgerà il venerdì santo.