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    May 22

    La scuola...

    In merito alla vicenda “G.Nicotera”riguardante l’inagibilità del plesso di “via delle rose” e le inascoltate richieste di spiegazione da parte dell’amministrazione Speranza, noi del “Cerchio e la Croce”abbiamo sentito il bisogno di vederci chiaro.

    Ad una prima istintiva riflessione la posizione assunta dall’Amministrazione Comunale riguardo al problema del plesso di via delle Rose appare sconcertante. I fatti sono chiari e noti ormai a tutti: dopo varie segnalazioni da parte della Dirigente sulla situazione in cui versava l’edificio,  varie proteste da parte dei genitori,   vari sopralluoghi e una relazione dei Vigili del fuoco che ne attestava la pericolosità, l’Amministrazione comunale ha dovuto acconsentire al trasferimento degli alunni  del plesso nella sede centrale di Via Gramsci promettendo tempi brevi per la soluzione del problema. Invece sono passati mesi e nessuna risposta è stata data in merito.

    In un dibattito trasmesso recentemente da City One l’assessore alla cultura  Milena Liotta sostiene, contro ogni evidenza, che gli interventi urgenti che avrebbero permesso il riutilizzo dei locali sono iniziati, ma si sono subito interrotti per non meglio precisati “problemi tecnici” e che il plesso verrà consegnato “quando i lavori saranno finiti”. Tautologia davvero poco edificante per un amministratore che dice di essere abituata a prendere impegni chiari e concreti verso i cittadini. In realtà non c’è traccia di alcun lavoro né iniziato né interrotto, come può agevolmente constatare chiunque si trovi a passare in Via delle Rose, né -come faceva giustamente notare il genitore intervenuto telefonicamente in trasmissione- si sono mai visti lavori di ripristino del manto di copertura senza un’impalcatura e con gli operai tutti chiusi nell’interno dei locali.  L’assessore fa poi presente che il progetto di messa in sicurezza totale dell’edificio, che deve essere ancora appaltato, incontra mille ostacoli e indicibili lentezze burocratiche, che devono essere superate “con garbo”.  Infine  sottolinea che comunque gli allievi sono al sicuro nella sede centrale di Via Gramsci,  volendo dire che non c’è fretta, trascurando evidentemente il fatto che comunque gli alunni della primaria di Via delle Rose occupano spazi preziosi(laboratori, biblioteca, aule per il sostegno, ecc)   al fine di portare avanti la mole di attività che vengono normalmente affrontate nell’istituto.

    L’assessore Liotta dunque sostiene tesi che o sono talmente lontane dal vero da apparire ridicole o, viceversa, sono talmente discordanti  tra loro da creare in chi ascolta un certo disagio della ragione: come quando dice ad esempio che il plesso sarebbe stato chiuso in seguito a non ben specificate pressioni e dunque senza una reale necessità, salvo poi  sostenere che  la sua sensibilità di mamma e di rappresentante delle istituzioni  ha fatto nascere l’esigenza morale e politica di spostare gli alunni  in una sede più sicura….

    Insomma: a non voler pensare male il Comune  in questa occasione è stato molto distratto e pochissimo puntuale ma se si guarda il tutto con occhio appena un po’ più critico appare evidente che in realtà non c’è nessuna volontà  di risolvere il problema di via delle Rose, che riguarda sì direttamente gli alunni della scuola primaria e le loro famiglie, ma indirettamente incide sulla vita dell’intero Istituto comprensivo Nicotera.   

    E allora quello che poteva sembrare un pensiero poco benevolo o un sospetto comincia ad assumere connotazioni ben più realistiche, specie se si tengono presenti altri recenti quanto inquietanti episodi, come la concomitante interruzione dei lavori di adeguamento di un locale inutilizzato adiacente la sede centrale che avrebbero potuto  ospitare i laboratori d’arte i cui spazi sono attualmente occupati dalle classi del plesso, o come la recente perdita, a seguito della cosiddetta razionalizzazione, di un altro plesso storico dell’Istituto, il plesso Prunia.  Pare infatti che tutto converga, come guidato da una specie di regia occulta, verso una penalizzazione di principio della Nicotera, che può trovare motivazioni  solo in una mera presa di posizione politica. Sarà un caso che il presidente della “multiservizi” e un amministratore dell’attuale maggioranza siano docenti presso l’altra istituzione scolastica presente nel territorio di Sambiase, ovvero la Scuola Media Fiorentino? Sarà un caso che il recente dimensionamento regionale abbia letteralmente “scippato” il plesso Prunia alla Nicotera accorpandolo guarda caso proprio alla Fiorentino, senza che sia stata fornita alcuna motivazione supportata da fatti concreti?

    Ricordiamo infatti che la Nicotera è un Istituto Comprensivo in espansione costante riguardo al numero delle iscrizioni (ed è stato dunque ridimensionato in maniera del tutto gratuita) e che anche quest’anno, nonostante i tentativi- ormai chiari- di affossamento avrà due nuove prime classi in entrata.

    Non resta che concludere che il fatto che la scuola, e la sua funzione di primaria importanza in una società che guardi al futuro non solo a parole, sia oggetto di decisioni politiche, nel senso più deteriore del termine, non fa onore  a  nessun tipo di amministrazione, qualunque ne sia  il colore o l’ideologia. La politica dovrebbe prendere le proprie decisioni e assumere le proprie iniziative in termini di trasparenza e di efficacia, specie in un campo tanto delicato quanto importante come la scuola, puntando alla valorizzazione e al potenziamento delle realtà scolastiche, che, invece, spesso sono costrette ad andare avanti non grazie all’aiuto delle istituzioni, ma ‘nonostante’ le istituzioni. Tutto ciò grazie all’impegno, alla fiducia,  all’ottimismo e alla passione di quanti in essi  lavorano, come  è il caso dell’Istituto Nicotera.

    E poiché l’ottimismo della ragione guida la storia, non rimane infine che auspicare che una volta tanto la politica metta da parte il ‘particulare’ e torni ad essere gestione del bene comune.

    May 16

    Sanità al collasso

    Le problematiche della sanità ancora una volta aumentano di numero ed oggi noi del Cerchio e la Croce denunciamo con fermezza il caso “Dialisi” della struttura ospedaliera di Lamezia Terme.

    In pratica l’ASP che disponeva di tre turnazioni di dialisi, ora ha sospeso il terzo turno costringendo i “pazienti” ricadenti in questa “rotazione” a sottoporsi, al massacrante ed invasivo trattamento,  in altri ospedali della provincia!

    Ci rivolgiamo al sindaco, lungi da noi la volontà di accusarlo di qualsiasi responsabilità sull’argomento, noi del Cerchio e la Croce, vogliamo solo mettere al corrente  Speranza di una situazione a dir poco drammatica, e in quanto primo cittadino di una vasta ed amata (a suo dire) comunità, vogliamo renderlo consapevole del fatto che ci sono suoi concittadini che stanno vivendo un vero e proprio calvario.

    Pazienti già penalizzati dalla malattia, che sono obbligati ad affrontare un vero “tour the forze”, per tre volte la settimana  sono costretti a far fronte a due ore di viaggio, rispettivamente andate e ritorno, e quattro ore di trattamento terapeutico presso ospedali di Soverato o Soveria Mannelli.

    Un grave disagio causato dal mancato finanziamento del “terzo turno” da parte dell’assessorato alla sanità, e di con sequenza da una classe politica dirigente che sempre più continua a perdere i contatti con la realtà, politici chiusi nei loro castelli dorati, intenti a “scannarsi” su tutto per poi non raggiungere nessun obbiettivo utile alla comunità ma solo ai loro interessi.

    Vogliamo che ci sia una presa di coscienza da parte di tutti, su questa problematica che potrebbe prima o poi interessare ognuno di noi,  e chiediamo interventi mirati alla soluzione di questo problema, e lo facciamo con forza decisi a perseguire l’obbiettivo del ripristino del turno soppresso, se necessario con azioni significative e continue.

    Intanto esprimiamo piena solidarietà ai dializzati di Lamezia che tra mille difficoltà affrontano la “questione” con profonda dignità, senza scoraggiarsi, neanche quando viene dichiarato loro, che per riuscire ad effettuare il trattamento in città si deve liberare un posto nei turni precedenti, per liberazione di un posto si intende il decesso di un dializzato!

    Pretendiamo chiarimenti da subito almeno a mezzo stampa, sul quesito posto, e al sindaco che in questo periodo più frequentemente appare in televisione, per promuovere l’operato del suo direttivo, auspichiamo che, intercedendo presso gli organismi preposti, molto presto possa vantarsi di aver saputo risolvere anche questo disaggio.