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July 28 Le nostre dichiarazioni, ancora una volta, trovano riscontro nei fatti. Avevamo denunciato lo sperperio di soldi per un'iniziativa “anonima, con cantanti sconosciuti o sul viale del tramonto, capace solo di prosciugare risorse comunali”, e puntualmente non siamo stati smentiti, al contrario alle nostre previsioni si sono aggiunte notevoli “aggravanti”, tra queste la pessima gestione tecnica ed organizzativa “dell'evento” che ha reso ancora più penosa la già povera estate lametina. Dal principio, la giornata inaugurale del festival mostra subito la disorganizzazione più totale, la presenza di un funerale riesce a mandare in tilt gli addetti ai lavori e la scarsa organizzazione tecnica non risparmia le esibizioni degli artisti che, saliti sul palco, si sono visti storpiare le canzoni. Tutto ciò ha provocato evidente nervosismo nei presentatori, artisti e quel po di pubblico presente, quest'ultimo poco dopo l'inizio della serata ha lasciato deserta la piazza relegando il primo ospite “dell'evento” (Baccini) a suonare(sempre tra intoppi di carattere tecnico) di fronte a poche decine di persone. La seconda serata non porta frutti migliori, la “famosissima” “orchestra di piazza Vittorio” ha saputo superare, in termini di “desertificazione”, la serata precedente, di fatti ad assistere alla serata, oltre agli addetti ai lavori, c'erano soltanto una trentina di unità. Solo la terza ed ultima serata, con Fabri fibra, ha fatto registrare un dignitoso numero di presenze, come al solito non sono mancati i noti svarioni tecnici e Il rumoreggiare del pubblico, presente solo per il rapper, sin dalla prima esibizione ha dimostrato tutto il disinteresse provato nei confronti del festival mettendo in evidenza la pochezza di popolarità degli artisti esibitesi le sere precedenti. In definitiva l'aumento di presenze solo per la “contestabile” notorietà di Fabri Fibra ha smentito gli stessi organizzatori che, constatata la desolazione delle prime due serate, avevano immediatamente denunciato l'apatia dei lametini. Dunque la terza città della Calabria continua a spendere e a spande risorse senza capitalizzare niente. Con il solito atteggiamento da “alternativo di sinistra” il sindaco riesce a farsi superare da Catanzaro che, ancora una volta, ha stilato un programma di tutto rispetto, ricordiamo solo zucchero(06/08/08) e Pino Daniele (12/08/08), per non parlare poi di Regio Calabria con i Duran Duran. Due città che oltre a sfruttare al meglio i loro litorali non fanno mancare, alle rispettive popolazioni, eventi di prestigio e risonanza. Considerato che nei fatti questo è stato lo svolgimento dell'iniziativa, noi del “Cerchio e la Croce” chiediamo: alla giunta Comunale, alla Multiservizi, alla Provincia e alla Regione se, alla luce dei fatti, credono realmente che sia valsa la pena spendere importanti risorse pubbliche per avere una serata dignitosa su tre giorni di festival, e se ancora siano convinti di continuare a godere della gratitudine degli universitari lametini considerato che, passata la “festa”, gli stessi continueranno a fare i conti con il mare sporco, discariche colme, disservizi e spiagge desolate.
July 22 Torna il tradizionale “spreco” di danaro pubblico a cui questa amministrazione ci ha abituati. Di fatti tra notti arancio, sagre e gruppi sconosciuti, il sindaco spende e spande i soldi dei lametini. Decine di migliaia di euro spesi, o investiti, senza nessun tornaconto, ne di tipo economico per la città, ne di soddisfazione culturale e ricreativa per la popolazione. Feste anonime con cantanti anonimi o sul viale del tramonto che continuano a prosciugare risorse che a nostro avviso potrebbero essere investite diversamente. In ordine di tempo ci viene riproposto il “Demofest L'acchiappa talenti” che costerà alle casse comunali la modica cifra di 55.000 euro, budget inferiore a quello dello scorso anno, al quale però va aggiunto il contributo della multiservizi, quindi altri soldi dei contribuenti lametini. Tutto per la terza edizione del “Demofest l'acchiappa talenti” che in questi primi due anni di talenti non ne ha sfornati ma in compenso avrà fatto le fortune di chi l'organizza e lo sostiene. Durante la conferenza stampa di presentazione, giorno undici, è emersa la compartecipazione finanziaria dell'ente regionale e di quello provinciale, ma i convenuti al tavolo della stampa, molto superficialmente, hanno evitato di comunicare il quantitativo di risorse impiegato dai rispettivi organi intermedi, facendo solo intendere che tali cifre sono superiori a quelle investite dal comune. Tutto ciò, quindi, in un clima di scorrettezza inaudita considerato il fatto che si continua a parlare di soldi pubblici. Alla luce degli “indizi” possiamo ipotizzare un preventivo di spesa che si aggira intorno ad una cifra poco meno inferiore ai 200.000 euro per due giorni, un investimento vicino ai 100.000 euro al giorno sostenuto da Regione, Provincia e Comune, che con “buona pace” dei rispettivi amministratori annunciano l'iniziativa con i fasti dell'evento in grado di risollevare L'estate lametina. Tutto ciò ci fa rabbrividire! Ci fa “spece” il sindaco che parla di “evento utile a rinfrancare ed accogliere gli universitari lametini di ritorno per le vacanze estive”. Proviamo profonda delusione nel pensare che il sindaco possa credere che due giorni di musica amatoriale possano sostituirsi a trecentosessanta giorni di mare sporco e di spiagge desolate e prive di strutture. Se vuol preoccuparsi realmente degli universitari lametini e delle loro aspettative, noi del “Cerchio e la Croce” consigliamo al sindaco Giannetto Speranza, di soffermarsi sui loro bisogni concreti, investendo le risorse comunali in atti concreti ed utili. Ad esempio si potrebbero migliorare i collegamenti ed i trasporti con i campus universitari di Germaneto, Arcavacata e S. Pietro lametino, così da permettere agli stessi di rimanere più vicini alla loro città, ciò ridurrebbe la spesa pro capite per gli universitari che siamo sicuri, considerato l'aumento del prezzo dei carburanti e il rincaro degli affitti, rinuncerebbero volentieri ad un qualsiasi festiva di “canzonette” pur di gravare meno sulle rispettive famiglie. Riguardo la Regione e la Provincia, non sopportiamo che questi soldi (sempre di noi contribuenti) vengano utilizzati come strumento di propaganda becera. I due enti vogliono vantare questa iniziativa come segno e testimonianza di interesse e attenzione nei confronti della nostra città, un interesse che nei fatti concreti non esiste. Noi camerati di concreto ricordiamo solo come nell'ultimo periodo: La Regione, con una modifica di giunta, ha azzerato la graduatoria che vedeva Lamezia Terme al primo posto per l'assegnazione della “zona franca urbana”, quindi si rischia di rimanere ancora una volta con un palmo di mano. Inoltre la regione Calabria con la complicità “criminosa” della giunta speranza, spinge per la realizzazione di una nuova discarica nella città della piana, così promuovendo, insieme al sindaco, la nostra città a pattumiera della Regione. Dal canto suo la Provincia, che trova i soldi per il “Demofest”, non riesce ad uscire dalle “secche” del caso depurativo, e in particolare sembra arenata ormai la possibilità che si risolva il caso “Gerica”con annessi e connessi relativi ai dieci padri di famiglia in attesa di almeno sei mensilità arretrate. Insomma Lamezia continua a rimanere la città del paradosso, dove si trovano e si spendono i soldi pubblici per il desiderio e il bisogno di pochi (Demofest 55.000 euro, Open Space 255.000 euro, ecc,) dove si finanzia l'apertura di una nuova discarica perché quella esistente è stata già saturata in parte dall'intera provincia di Vibo Valentia. Lamezia è in pratica la città in cui gli amministratori sono convinti che dal 24 al 26 luglio la musica potrà cancellare la disoccupazione, l'emigrazione, il mare inquinato, otto chilometri di costa privi di servizi(un lungomare inesistente) dunque l'atrofia della terza città della Calabria.
da lametropolis.it
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