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    August 20

    LATIGRE REALE VA AL BIELLA RUGBY

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    Il“cerchio e la croce” dà il suo affettuoso e incoraggiante imbocca al lupo ad uno dei suoi componenti Salvatore Dente al secolo “tigre reale” che, giorno  18 alle ore 20e25 ha intrapreso una nuova avventura sportiva nel mondo del rugby.

    Difatti il giovane Lametino, classe 1986, 1.84 mt di altezza per 116 chili di peso, quest’anno giocherà per il Biella Rugby che si prepara ad affrontare la serie B nella stagione 2008/09.

    Così la “tigre reale”, cresciuto nelle giovanili del Lamezia, sarà il nuovo pilone del club gialloverde una squadra neo promossa che conta di fare un buon campionato, alla quale Dente apporterà il suo carico di serietà, professionalità e umiltà che lo contraddistingue, nonché quel tocco di “Lametinità” che gli ha concesso di bruciare le tappe nella sua giovane carriera sportiva.

    La sera della partenza del giovane rugbista ha registrato la presenza di amici , parenti e dei grandiosi e “imponenti” giocatori del Lamezia rugby i “Dioscuri”, squadra nella quale il neo acquisto del Biella ha cominciato la sua carriera e che in un crescendo vertiginoso(solo al terzo anno d’attività) lo scorso anno è arrivata quinta nel girone calabro/pugliese registrando parecchie vittorie contro club di spessore, ricordiamo la vittoria sul Bari una squadra d’esperienza e con l'obbiettivo di andare in serie B.

    Molta la commozione anche tra i camerati presenti che hanno salutato, alla loro maniera, il loro beniamino raccomandando allo stesso di tenere sempre in mente i principi e i valori che contraddistinguono il mondo della “tradizione” portando con se l’orgoglio di essere Lametino.

    Emozionato ma fermo nella sua “enorme” stazza la “tigre reale” ha ricambiato il saluto verso tutti i convenuti, giurandogli  la dedica per la prima meta.

     

    August 12

    Consiglio comunale sui rifiuti.

       

    Consiglio comunale sui rifiuti. 

     

    In merito al consiglio comunale di giorno 11 agosto, incentrato sulla problematica rifiuti, esprimiamo soddisfazione per il raggiungimento della unanime volontà dell’intero consiglio comunale che ha posto un veto assoluto nei confronti del provvedimento adottato dal commissario dell’emergenza ambientale Sottile.

    Un consiglio comunale che ha registrato la presenza dei politici più accorti nei confronti delle problematiche della città  e una folta rappresentanza di cittadini ma, un’assise che ha visto confermata la latitanza dei parlamentari, D’ippolito, Lo Moro e Galati, i quali, dopo aver fatto bottino di suffragi, come ormai consuetudine, si sono assopiti in un comodo torpore.

    Latitanti anche i consiglieri regionali, fatta eccezione del “solito” onorevole Chiarella che da tempo cerca di farsi perdonare per la complicità nel caso “AZZERAMENTO ASL di Lamezia”.

    All’assenza ingiustificata (perché in pieno periodo estivo) degli onorevoli lametini, hanno sopperito diverse associazioni, tra cui noi del “il cerchio e la croce” che con tutti i nostri giovani sosteniamo il no ad “oltranza”, non solo nei confronti del provvedimento iniziale, ma anche alla successiva richiesta avanzata dal prefetto Sottile,” il consentire per due giorni lo scarico di rifiuti provenienti da Crotone e Cosenza”.

    Non possiamo che registrare l’autorevole intervento di Magno, che con determinazione ed alto senso di responsabilità politica ha espresso una valutazione obiettiva sul caso, e ancora trova la nostra condivisione l’intervento del sindaco che sottolinea la differenza tra la discarica di Crotone che è privata, e quella di Lamezia che è “pubblica” .

    Ciò è di rilevante importanza, infatti noi camerati da sempre sosteniamo quanto sia indispensabile valorizzare le strutture pubbliche ed evitare ad ogni costo la partecipazione del privato nei più importanti ambiti di rilevanza sociale quali; depurazioni, sanità, ambiente, scuola e gestione rifiuti.

    Ad oggi sembra che l’ispettore all’emergenza ambientale Sottile stia cercando soluzioni diverse da quella lametina, noi dal canto nostro non possiamo che ribadire quanto sia importante, in questo  momento, consentire che i rifiuti in questione continuino ad essere conferiti nella discarica crotonese di proprietà della sineco, e ci auguriamo che presto il consiglio regionale smetta di pensare ai rimpasti, e preso atto della gestione fallimentare sia della depurazione sia dei rifiuti, adotti provvedimenti seri e coscienziosi rivisitando un “piano regionale dei rifiuti” che fa acqua da tutte le parti.  

     

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    August 10

    comunicato

    LA PAURA E LA “SPERANZA”


    A volte la realtà supera la fantasia, è cosi che nella”ridente” cittadina di Lamezia Terme dove, con otto chilometri di costa il mare “brilla” per “trasparenza” e l‘economia va a “gonfie vele”, nel bel mezzo del periodo estivo il commissario per l’emergenza ambientale Goffredo Sottile con un’ordinanza, dirotta rifiuti destinati a Crotone asserendo a motivazione la necessità di sequestrare il sito Crotonese della Sineco, società gestita da Raffaele Vrenna già condannato in primo grado per associazione mafiosa.
    Praticamente, in conseguenza della chiusura della discarica di Crotone per sessanta giorni la spazzatura di sessantanove comuni verrà convogliata nel centro di raccolta lamentino.
    Una decisione a dir poco “scandalosa” se si considera la già precaria condizione della discarica di Lamezia che di recente ha già ospitato rifiuti provenienti dalla Campania, dalla provincia di Cosenza e dalla provincia di Vibo Valentia.
    Un sito che in situazioni di “normalità” dovrebbe esaurirsi nel mese di febbraio e che questa ordinanza rischia di fare esplodere.
    Una decisione, quella di Sottile, che vuole essere una soluzione ma in realtà è un’iniziativa che va ad alterare i già precari equilibri sociali della Calabria centrale.
    Noi Camerati in questo contesto, per il forte senso di responsabilità verso il nostro territorio, non possiamo che contestare la decisione del prefetto Sottile senza però esimerci dal chiamare in causa i nostri rappresentanti politici a tutti i livelli, in particolare coloro che in questi giorni si sono affrettati o si affretteranno (solo sulle colonne della stampa) a correre in soccorso di Lamezia gridando allo scandalo, e stupiti per la poca considerazione e rispetto di cui gode la terza città della Calabria.
    Ma il rispetto e la considerazione non dovrebbero essere garantiti da coloro che puntualmente pretendono di rappresentarci? In merito a ciò ci impressiona la singola azione dimostrativa del primo cittadino che giorno nove si è opposto ai tir carichi di spazzatura.
    Un sindaco in veste inedita che finalmente dà cenni di personalità, meglio tardi che mai ci verrebbe da dire considerato che è la prima volta che Speranza “imbraccia”la fascia tricolore in situazioni simili anche se molte altre sarebbero state le occasioni che avrebbero richiesto cotanta determinazione, come la vicenda depurativa.
    Noi del cerchio e la croce ancora una volta siamo pronti a scendere in campo per difendere il nostro territorio, non si tratta di mancanza di solidarietà corregionale, ma i torti subiti dalla nostra città, ci spingono ad opporci ad ulteriori soprusi.
    Il prefetto Sottile dovrà presto trovare una nuova soluzione, tra queste suggeriamo che tramite “ un sequestro per ragione di pubblica sicurezza” (del sito) continui lo smaltimento nella discarica della Sineco.

     

    discarica



    August 04

    LA MILITANZA NON VA IN VACANZA

    “2 agosto 1980: 28 anni senza giustizia”

     

    Sabato 2 agosto 2008, il ventottesimo anniversario della strage di Bologna, è stato ricordato dalle associazioni culturali “Il Cerchio e la Croce” ed “Alternativa Popolare” con una conferenza che si è svolta presso la sala del dopolavoro ferroviario a Catanzaro Lido. L’argomento, “2 agosto 1980: 28 anni senza giustizia”, è stato trattato da Vittorio Gigliotti, il quale ha ricordato che “la ricerca della verità è un dovere morale per ogni cittadino e che la giustizia non può essere manipolata a fini politici. L’orologio della stazione, quel giorno, segnava le 10:25 ed è proprio a quell’ora che la giustizia italiana si è fermata per le 85 vittime innocenti di quel vile attentato, per i parenti e per i circa 200 feriti. Lo Stato ha trovato in Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, i “colpevoli di comodo” condannandoli all’ergastolo, attraverso un vero e proprio “montaggio”ordito da settori dei servizi segreti, legati alla Loggia Propaganda 2 del “gran maestro” della Massoneria Licio Gelli.

    Di recente – ha continuato il relatore – in un’intervista, l’allora presidente del Consiglio ed ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga ha ricordato: “La strage di Bologna è un incidente accaduto agli amici della resistenza palestinese, che, autorizzata dal “lodo Moro” a fare in Italia quel che voleva purché non contro il nostro Paese, si fecero saltare colpevolmente una o due valigie di esplosivo. Quanto agli innocenti condannati (N.d.R.: Fioravanti, Mambro e Ciavardini) in Italia i magistrati, salvo qualcuno, non sono mai stati eroi. E nella rossa Bologna la strage doveva essere fascista. In un primo tempo gli imputati vennero assolti. Seguirono le manifestazioni politiche e le sentenze politiche.”.

    Processo politico, dunque, e condanna politica, nonostante l’inaffidabilità, più volte dimostrata in aula, anche dai suoi stessi familiari, del testimone chiave Massimo Sparti, ma affidabile per i giudici di Bologna. Ma, come osserva Andrea Colombo, giornalista di “Liberazione” ed ex Potere Operaio, nel libro “Storia Nera”, la strage doveva essere “fascista e blindata” e gli esponenti dei Nuclei Armati Rivoluzionari sono stati condannati “perché i servizi segreti avevano paura di quello che si sarebbe potuto scoprire”.”

    Le piste alternative, che gli inquirenti mai seguirono ma che avevano fondati motivi d’indagine, come la pista libica, quella palestinese e terroristica internazionale, il legame tra Ustica e Bologna, sono state anche oggetto di discussione del relatore che si è maggiormente soffermato sull’interpellanza parlamentare presentata dall’on. Enzo Raisi, bolognese, del PDL e sottoscritta da altri 36 deputati, lo scorso anno, durante il governo Prodi. L’interpellanza smonta l’alibi di Thomas Kram, terrorista delle cellule rivoluzionarie, agente della STASI (servizi segreti dell’ex Germania dell’Est), presente a Bologna l’1 e il 2 agosto del 1980, quello che Ilich Ramirez Sanchez, detto Carlos, terrorista internazionale, definisce in un’intervista come “il compagno tedesco” sceso dal treno prima dell’esplosione. “E’ auspicabile – ha concluso Vittorio Gigliotti – che questo nuovo clima possa portare uomini e politici di buona volontà ad andare fino in fondo affinché si ponga fine a questo “scempio giudiziario” e possa prevalere la verità su tutte le menzogne e le disinformazioni costruite sulla strage di Bologna”.

    Alla fine dell’incontro il relatore ha risposto alle domande dei numerosissimi presenti.

     

    Il Cerchio e la Croce