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    November 16

    articolo di giornale

    La destra radicale lametina sulla criminalità - IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA
     
    LAMEZIA TERME - ANCHE la destra lametina più radicale interviene sul servizio televisivo confezionato in loco, nei giorni scorsi, dalle Iene e poi diffuso su scala nazionale da una rete Mediaset, e sulle conseguenti polemiche che hanno colpito l'assessore Michele Roperto. In una nota stampa, l'associazione culturale il Cerchio e la Croce e il Fronte sociale nazionale evidenziano che «la recente trasmissione televisiva delle Iene ha messo a nudo, in modo mortificante e ridicolo, nella città della Piana, la deficienza dei politici Lametini». Detto ciò rilevano come «paga per tutti l'assessore Roperto che ha avuto la sventura di incontrare gli inviati della trasmissione e di aver balbettato risposte inconcludenti e gravi a tutti i quesiti postigli». Nel documento si prende anche in esame la particolare situazione che vive la città rispetto all'ordine pubblico e la sicurezza e le risposte che si stanno attivando da parte delle istituzioni. Intanto, si osserva: «Siamo tutti mafiosi? Pare proprio di si, a giudicare quanto sta accadendo a Lamezia: Si sta verificando, infatti che la volontà di militarizzare la città come risposta alla criminalità sta producendo come risultato solo l'aumento del numero di multe per: omissione di cintura di sicurezza, frecce non funzionanti, ruote lisce ecc». L'interrogativo è: «E' così che si combatte la mafia? Chi è il delinquente? Chi parcheggia in divieto di sosta? O chi mette le bombe e cerca il pizzo?». Ebbene, «I camerati» dell'associazione Il Cerchio e la Croce e il Fronte sociale nazionale si dicono «contrari a questo tipo di militarizzazione della città, così come alle passerelle dei politici». «Tutto ciò ­ sostengono - è solo fumo negli occhi». Poi proseguono: «Perchè, visto che si conoscono i nomi delle famiglie mafiose, non si interviene e si colpisce a colpo sicuro? Perché non si svolgono indagini più approfondite ed indirizzate ad esempio al proliferare delle banche o dei supermercati in una città tra le prime in Italia per disoccupazione?». Esplicitati i concetti gli esponenti della destra ribadiscono che «la militarizzazione generalizzata si traduca soltanto in inutile spreco di risorse economiche (del contribuente), e disagio per la popolazione lametina, soprattutto giovanile, che oltre ad essere stretta nella morsa della criminalità, diventerebbe vittima di atteggiamenti spesso spavaldi, utilizzati da giovanissimi agenti arruolatisi in alcuni casi, solo per sfuggire alla disoccupazione e non per maturata scelta». Posta questa annotazione critica, Il Cerchio e la Croce e il Fronte sociale nazionale ritengono che «solo un proficuo lavoro investigativo coadiuvato da una repressione mirata a concretizzare condanne certe e tutte da scontare possa realmente risollevare la città dal pantano in cui versa oramai da troppo tempo».
     
    Fonte: ilquotidianodellacalabria.it
    November 13

    volantino.

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    November 10

    "le iene"

    Siamo tutti mafiosi? Pare proprio di si, a giudicare quanto sta accadendo a Lamezia, si sta verificando infatti che la volontà di militarizzare la città come risposta alla criminalità sta producendo come risultato solo l’aumento del numero di multe per: omissione di cintura di sicurezza, frecce non funzionanti, ruote lisce ecc.

    E’ così che si combatte la mafia? Chi è il delinquente? Chi parcheggia in divieto di sosta? O chi mette le bombe e cerca il pizzo?

    I camerati dell’ass. cult. “IL CERCHIO E LA CROCE” e “FRONTE SOCIALE NAZIONALE” sono contrari a questo tipo di militarizzazione della città, così come alle passerelle dei politici, tutto ciò è solo fumo negli occhi.

    Perchè, visto che si conoscono i nomi delle famiglie mafiose, non si interviene e si colpisce a colpo sicuro?

    Perché non si svolgono indagini più approfondite ed indirizzate ad esempio al proliferare delle banche o dei supermercati in una città tra le prime in Italia per disoccupazione?

    In questi giorni la recente trasmissione televisiva “le IENE” ha messo a nudo, in modo mortificante e ridicolo, per la città della piana, la deficienza dei politici Lametini.

    Paga per tutti l’assessore Roperto che ha avuto la sventura di incontrare gli inviati della trasmissione, e di aver balbettato risposte inconcludenti e gravi a tutti i quesiti postigli.

    I camerati ritengono che la “militarizzazione generalizzata” si traduca soltanto in inutile spreco di risorse economiche(del contribuente), e disagio per la popolazione Lamettina soprattutto giovanile,che oltre ad essere stretta nella morsa della criminalità, diventerebbe vittima di atteggiamenti spesso spavaldi, utilizzati da giovanissimi agenti arruolatisi in alcuni casi, solo per sfuggire alla disoccupazione e non per maturata scelta.

    I’ ass. cult. CERCHIO E LACROCE e il FRONTE SOCIALE NAZIONALE ritengono che solo un proficuo lavoro investigativo coadiuvato da una repressione mirata a concretizzare condanne certe e tutte da scontare possa realmente risollevare la città dal pantano in cui versa oramai da troppo tempo.

    November 03

    LA CASA UN DIRITTO!

    «Mutui a 30 anni» «morto una rata alla volta» «vivevo in affitto» «L'affitto è usura» «Sfratto esecutivo»
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    Migliaia di italiani condannati a morte da affitti usurai, strozzati da insostenibili mutui
    bancari. Tutto questo mentre il carovita aggredisce impietoso il potere d'acquisto di stipendi e pensioni. Case popolari ridotte a ghetti per immigrati e a tristi avamposti del degrado metropolitano. È tempo di soluzioni definitive. È tempo di
    MUTUO SOCIALE!!
     
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    November 02

    comunicato...

    COMUNICATO SUL MUTUO SOCIALE

     

    Sabato 28 ottobre è partita a Lamezia la campagna “MUTUO SOCIALE”.

    A cura del circ.cult. “IL CERCHIO E LA CROCE” e del FRONTE SOCIALE NAZIONALE” si è tenuto un gazebo e distribuzione di materiale stampato per informare la cittadinanza su questo tema;  In pratica, una proposta di legge regionale che vuole sollecitare la creazione di un ente regionale che costruisca case e quartieri a misura d'uomo con soldi pubblici e che venda a prezzo di costo queste case a famiglie non proprietarie con la formula del mutuo sociale: ovvero una rata di mutuo senza interesse, una rata che non superi 1/5 delle entrate della famiglia, una rata che viene bloccata in caso di disoccupazione, una rata che non passa attraverso le banche.

    I camerati hanno inteso, simbolicamente, iniziare questa battaglia proprio il 28 ottobre perché anniversario della marcia su Roma del 1922.

    Data che vide la nascita del primo ed unico stato sociale in Italia in sostituzione del vecchio stato liberale di stampo ottocentesco.

    Oggi, ribadiscono i giovani nazionalpopolari, in epoca di privatizzazione, liberismi, turbo-capitalismo ed ideologia del profitto, per noi ha ancora senso e validità proporre come modello lo stato sociale.

    Parlare di “SOCIALE” è ancora più indicato nel contesto degli ultimi avvenimenti Lametini e Calabresi, considerando il degrado sociale da cui in parte nasce la delinquenza.

    Come risposta alla criminalità, infatti, se da un lato auspichiamo la massima durezza fino alla pena di morte, contemporaneamente invochiamo iniziative per ricostruire un tessuto sociale ormai sfaldato.

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    October 31

    ringraziamenti...

    Ringraziamenti e Saluti Romani ai camerati di Zentropa!
     
     
     
    Amour, Absinthe, Révolution!

    COMUNICATO

     

    Si è tenuta il 25/10/06, la consueta riunione di formazione dei giovani aderenti al circolo cult. “IL CERCHIO E LA CROCE” e del FRONTE SOCIALE NAZIONALE.

    Il tema è stato, nell’occasione dell’84° anniversario della marcia su Roma, l’approfondimento della vicenda che vide negli anni cruciali del 1919-22 una vera e propria guerra civile in Italia che poi sfociò, con la marcia su Roma, nella vittoria del movimento Fascista.

    Dopo il ’22 l’assetto della nazione cambiò radicalmente, si passò dal vecchio stato liberale ottocentesco ormai inadeguato a rispondere alle nuove istanze della società industriale,al nuovo stato fascista improntato ai temi della giustizia sociale e della riscossa nazionale.

    Gli anni che seguirono furono anni che videro sul piano sociale la creazione di enti e strutture statali che gettarono le basi dello stato sociale ereditato poi nel dopoguerra dalla prima repubblica carta del lavoro, previdenza, assistenza sociale,socializzazione,tutela dei lavoratori,furono gli anni della rivoluzione corporativa.

    Sul piano internazionale l’Italia primeggiava nel mondo in tutti i campi dalle scoperte alla scienza, dalla letteratura allo sport, furono gli anni dell’orgoglio nazionale.

    Nella riunione dei camerati Lametini, all’ordine del giorno c’era anche la discussione sul tema del “MUTUO SOCIALE” , una proposta di legge regionale che vuole sollecitare la creazione di un ente regionale che costruisca case e quartieri a misura d'uomo con soldi pubblici e che venda a prezzo di costo queste case a famiglie non proprietarie con la formula del mutuo sociale: ovvero una rata di mutuo senza interesse, una rata che non superi 1/5 delle entrate della famiglia, una rata che viene bloccata in caso di disoccupazione, una rata che non passa attraverso le banche...

    E a tal proposito sabato 28ottobre 2006 si terrà un sit-in  con gazebo su corso G. Nicotera per iniziare a far conoscere anche alla popolazione di Lamezia il tema del mutuo sociale che è stato già approfondito da altri gruppi e partiti dell’area nazionalpopolare.

    I giovani camerati Lametini hanno scelto la data del 28 ottobre per iniziare la battaglia sul mutuo sociale per ribadire la continuità ideale con chi lotto nel ’22.

    Oggi in epoca di privatizzazione, liberismi, turbocapitalismo ed ideologie del profitto, è ancora valido l’esempio di chi, nel solco della tradizione Romana e sotto le insegne dell’aquila e del fascio, seppe coniugare socialismo e nazionalismo.

    Oggi ancora come ieri è necessario ribadire i concetti di solidarietà sociale comunità organica superando le divisioni e gli odi di classe del liberismo e del comunismo.

    resoconto . . .

    RIVOLTA DI BUDAPEST.

     

    Si è regolarmente svolta sabato sera sul corso G.Nicotera di Lamezia Terme la preannunciata manifestazione del circolo culturale "Il Cerchio e la Croce"unitamente al "Fronte Sociale Nazionale" e con la partecipazione di “Alternativa Popolare” per commemorare il 50° anniversario della rivolta di Budapest soppressa nel sangue dai comunisti russi con 46000 morti civili.
    I giovani lametini nazional-popolari hanno manifestato la loro solidarietà anche con la rivolta ungherese di queste settimane, sottolineando come a 50 anni di distanza il popolo magiaro abbia ancora la forza di ribellarsi contro i nemici della loro nazione: ieri i Comunisti, oggi i corrotti governanti liberisti. Nel testo di uno dei volantini distribuiti era inoltre evidenziata la posizione di molti esponenti del P.C.I. che nel '56 appoggiarono la repressione sovietica, uno fra tutti il compagno Giorgio Napolitano, ieri compiaciuto spettatore dell'Olocausto ungherese, oggi Presidente della Repubblica Italiana.
    Anche nelle serate precedenti la manifestazione di sabato, durante gli incontri culturali si era discusso ed analizzato circa a dir poco questa a dir poco criminale posizione dei Comunisti Italiani alla quale seguì negli anni successivi una operazione di disinformazione ,menzogne e silenzi che i comunisti hanno adottato anche per altri eventi storici come ad esempio le Foibe Istriane o, (è il tema de "La grande bugia" di Giampaolo Pansa) per il mito della Resistenza.

    October 28

    28.10.1922

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    AUGURI DI BUON 28 OTTOBRE A TUTTI!
    October 25

    Manifestanti in Ungheria fuori controllo (Avanti autocarri!)

    Durante una rivolta scoppiata a Budapest contro il governo, nella giornata di ieri 23 ottobre, i manifestanti sono riusciti a sottrarre un carro armato utilizzato come esibizione commemorativa del 50esimo anniversario della rivoluzione ungherese contro il dominio sovietico e lo hanno guidato fino alle linee formate dagli agenti in tenuta antisommossa, come dichiarato da una locale agenzia di stampa.

    ...

    BUDAPEST '56 ONORE A CHI E' CADUTO PER LA LIBERTA' D'EUROPA!... NE' LIBERISMO NE' COMUNISMO
     
     
    July 07

    Tassisti, i nuovi «kulaki»

    Tassisti, i nuovi «kulaki»

    Allora è chiaro, finalmente, quali erano i poteri forti che ostacolavano lo sviluppo in Italia:
    i tassinari.
    Quali lobby occulte si sottraevano alla competizione globale difendendo i loro privilegi con manovre dietro le quinte: i panettieri.
    E chi bloccava lo sviluppo?
    La casta dei farmacisti.
    Ora, disciplinate queste categorie, l'Italia rifiorirà, la ricerca scientifica farà passi da gigante (i panettieri la impedivano, mica i baroni universitari), i cervelli non fuggiranno più all'estero, tutto costerà meno.
    Non hanno niente da temere i 146 mila consulenti che lo Stato e le regioni pagano 2 miliardi annui di euro.
    Niente gli strapagati di Bankitalia, la cui utilità sociale è pari a zero.
    Niente i 600 dipendenti dell'Ufficio Italiano Cambi, che continuano a prendere stipendi niente male anche se da 19 anni il controllo sui cambi non c'è più.
    Nessun rischio di diventare «competitivi» sfiora i baroni universitari, con quei begli stipendi a cui non corrispondono né studi né ricerche.
    Questi, i ricchi di Stato, i grand commis con posto sempre pronto fra Tesoro e Goldman Sachs, non sono parassiti.
    I parassiti sono stati smascherati: sono gli artigiani a partita IVA.



    Siamo tutti più liberalizzati, come dice Prodi.
    I notai anche: ma contro questa categoria, le misure sono puro fumo negli occhi.
    La sola cosa che davvero avrebbe intaccato i guadagni miliardari di questa vera corporazione non è stata fatta.
    Sarebbe bastato obbligarli a registrare gli atti di compravendita d'immobili a cifra fissa, e non come ora in percentuale: perché oggi, i notai guadagnano 1.400 euro, diciamo, sul cittadino che compra un box da 20 mila euro, 14 mila su un appartamento da 200 mila euro, 140 mila su una villa
    da 2 milioni, anche se la fatica dell'atto notarile è la stessa.
    Ma questo no, la sinistra non l'ha fatto.
    Colpire i grossi, mai.
    I piccoli sempre.
    E' la politica tradizionale della sinistra «disciplinare» i privati, specie quelli troppo piccoli per fare lobby.
    Non so se avete notato, è partita - da tutti i giornali della sinistra, ma a dare il via è stato Il Corriere di Montezemolo - una vera campagna contro «l'egoismo» dei tassisti, la «lobby» dei fornai.
    Ormai, se si parla di «corporazioni», s'intendono loro, mica i magistrati inadempienti e insindacabili, i segretari parlamentari e i direttori generali di ministero o di regione.



    Quelli, non questi sono additati come nemici del popolo e ostacolo alla liberalizzazione, colpevoli del declino, «palla al piede» di una società che, se non fosse per loro, farebbe concorrenza alla Cina.
    Voglio solo far notare un piccolo particolare: i tassisti in servizio, per avere la licenza, l'hanno pagata cara.
    Anche 300 mila euro.
    Anche 800 mila, dicono.
    Questo perché le licenze erano in numero fisso e limitato.
    Oggi, il numero diventa illimitato.
    Le licenze pagate carissime non valgono più niente.
    Conclusione: ciò che è stato fatto ai tassisti è un esproprio senza indennizzo.
    Ma per la sinistra, è l'abolizione di un privilegio, e la stampa è tutta d'accordo.
    Questo, ricorda una liberalizzazione storica, effettuata da Stalin ai danni dei kulaki.
    Grandi lavoratori, relativamente benestanti, assumevano braccianti e davano da mangiare - sulla ricca terra nera russa e ucraina - a tutti i russi.






    Il regime sovietico avendo provocato il disordine sociale e rotto il funzionamento dell'economia, accadde che nelle città «liberate dal capitalismo» cominciasse a rincarare il cibo.
    Non per la nomenklatura, che disponeva di negozi privilegiati pieni di storioni e caviale,
    ma per gli operai.
    La colpa, sancì la Pravda, era dei kulaki: che si opponevano all'ammasso senza indennizzo
    del grano, e lo nascondevano.
    Attiva, feroce campagna di stampa.
    Il PCUS mandò i suoi attivisti a «smascherare i kulaki» e a requisire il grano «nascosto».
    Dove trovavano grano, procedevano a fucilazioni dei «profittatori».
    Nel loro zelo, i nomenklaturisti finirono per requisire (sempre senza indennizzo) anche il grano conservato come semente.
    I kulaki lo fecero presente: l'anno prossimo non ci sarà raccolto.
    Risposta: altre fucilazioni a migliaia.
    Accadde quel che qualunque contadino sapeva: l'anno seguente, niente raccolto.
    Fame nera, nelle campagne e nelle città.
    Una fame che mai la Russia, proverbiale esportatrice di grano, aveva conosciuto nella storia, nemmeno durante la servitù della gleba.
    Il Partito corse ai ripari.
    Come?
    E' semplice: deportò nei lager diversi milioni di kulaki con le loro famiglie.



    Solgenitsin ha descritto quelle file di povera gente smagrita, scheletrica, avviata al Gulag con i bambini morti di fame in braccio.
    E ha descritto come le popolazioni, al passaggio di queste file di sciagurati, inveissero contro di loro: «affamatori!», «sfruttatori!».
    Onnipotenza della propaganda.
    Ora, in Italia, governa la nomenklatura dei privilegiati di Stato.
    Stesse nomenklature, stessi metodi.
    Ogni nomenklatura si affretta a disciplinare non se stessa, ma i privati.
    Anche la propaganda è simile.
    Stessa stampa servile, zelante nel denunciare i piccoli produttori di beni e servizi come «sfruttatori». Dati i tempi cambiati, è possibile che i tassisti non verranno internati.
    Diverranno solo  più poveri.
    Se andate a New York, vedete chi fa il mestiere di tassista: africani appena sbarcati che non parlano l'inglese, immigrati da terzi mondi miserabili che non conoscono le strade.
    In USA, il tassista è un mestiere sotto i 3 dollari l'ora, quello dei disperati.
    A New York è appunto un mestiere liberalizzato.



    Come ci istruisce Il Corriere, la Pravda di Montezemolo, mentre a Milano ci sono 2,1 taxi
    ogni 100 abitanti, a New York ce ne sono 8; a Londra, ce ne sono 8,3.
    Una bella concorrenza, da noi sconosciuta.
    Ma non è che i prezzi siano più bassi.
    A Milano, sono 7,6 euro per una corsa di cinque chilometri.
    A Londra, 11,05 euro; a New York, ci dice Il Corriere, 6,76.
    A parte che nella Londra liberalizzata i taxi costano parecchio più che a Milano (dov'è il vantaggio per il consumatore?), quella di New York è una cifra falsa: sì, la corsa costerà anche 7 euro, ma provate a non dare al tassista la mancia del 20-30%; rischiate che vi insulti o vi picchi, perché la mancia è «obbligatoria» in USA, dato che è la sola vera paga di questi miserabili.
    L'America liberalizzata è un mondo di «working poors», cioè di gente che, pur sgobbando, resta in miseria.
    L'America è piena di camerieri, di donne delle pulizie, di vecchietti che lavorano nei supermarket aperti alle 4 del mattino perché non hanno la pensione; e persino di lustrascarpe, figura che in Europa è scomparsa dal 1947.
    Magari non credevate che questo fosse l'ideale di Bersani e del governo delle sinistre.
    Il fatto è che sotto quell'etichetta «sinistra», sono andate al potere le corporazioni che non solo si sottraggono alla competizione del libero mercato, ma si ritagliano emolumenti sempre più scandalosi dal denaro dei contribuenti.



    Prodi, Visco, Bersani, Padoa Schioppa sono membri di quelle corporazioni e nomenklature, che vivono nel lusso prendendo i soldi ai cittadini, e il solo loro pensiero è estorcergliene sempre di più.
    Per lo «stile di vita» di questi servitori del settore pubblico, basta pensare a Emilio Colombo, scoperto a 82 anni a farsi comprare la coca dalla sua scorta (incidentalmente, agenti della GdF: avrebbero dovuto arrestarlo, altro che servirlo); né il caro Ciampi gli ha suggerito di dimettersi dalla carica di senatore a vita di cui è indegno, né lui ci ha pensato neppure un momento.
    Questa gente vive al disopra della legge, impunemente sfruttatrice.
    E per di più bolla come parassitarie categoria di piccoli artigiani che guadagnano cento volte meno di loro, con tutti i rischi della vita non-protetta.
    Ora vogliono aumentare la «competitività» dei fornai e dei farmacisti.
    Ma è competitivo Mario Draghi?
    Merita il milione di euro annuo?
    (La cifra è incerta, è un segreto di Stato: nei Paesi normali, gli stipendi pubblici devono essere pubblicati, in Italia no).
    Il governatore della Federal Reserve guadagna un quinto di lui, ed ha qualche responsabilità e competenza in più.
    E' competitivo Ciampi?
    Eppure ad occhio e croce cumula almeno tre pensioni stratosferiche ed emolumenti, quella di governatore di Bankitalia (un laureato in lettere, non economista, da noi può dirigere la Banca Centrale!), quella di ex capo di Stato, quella di senatore a vita.



    Ma la stampa ci invita a deplorare i taxisti e i fornai.
    Bersani ha applicato, standosene sicuro sotto l'ombrello della non-competitività pubblica, il programma liberista di Milton Friedman.
    Non proprio di sinistra.
    Ma almeno Friedman e il liberismo rispondono in USA alla volontà popolare, e in USA non ci sono miliardari di Stato, dipendenti pubblici arricchitisi con le paghe pubbliche.
    Che sinistra è?
    Bersani ha da pensare alle COOP rosse, che non pagano uno straccio di tasse, di cui manterrà
    i privilegi.
    Ha da pensare allo stipendio di Mario Draghi.
    Alle pensioni di Ciampi.
    A non far mancare la neve a Colombo.
    Bersani ha da pensare alle lobby, quelle vere, ai poteri forti reali: i grandi gruppi che privatizzano gli utili e pubblicizzano le perdite, grandi sindacati contigui, grandi banche amiche, grandi cooperative la cui dirigenza ha in tasca la tessera giusta, e tutti i nani e ballerine della RAI, i figli e i nipoti dei nomenklaturisti (a meno si voglia credere che madame Berlinguer sia una brava giornalista).
    E' giusto, sono i parassiti che hanno conquistato il potere.
    Il presidente dei notai ha detto che Bersani ha messo a punto le sue «liberalizzazioni» contro i poveri negli uffici di Montezemolo.
    Il Corriere ha chiesto al proto-notaro di scusarsi per «l'insinuazione».
    Ma è un'insinuazione o la verità?
    Piacerebbe saperlo.


    Tratto da: www.effedieffe.com

    Decreto Bersani

    L’ass. cult. “IL CERCHIO E LA CROCE”, nell’affrontare l’analisi sull’ormai varato decreto Bersani, esprime solidarietà alla categoria dei conducenti di taxi operanti a Lamezia Terme.

    L’ass. cult. sottolinea alcuni dei punti critici di tale decreto per la liberalizzazione, che intende:
    Favorire i "monopoli di licenze"; infatti sarà possibile avere più di una licenza consentendo ai grandi “potenziali economici” di comprare le licenze per poi subaffittarle;
    Abbassare il livello del servizio ed immettere nella categoria forza lavoro a basso costo (come avviene per i minicab in Inghilterra ed i taxi in Germania);
    Danneggiare la categoria svalutando le attuali licenze.

    In particolare”il cerchio e la croce” tiene ad evidenziare che mentre i tassisti in servizio, per avere la licenza, l’anno pagata cara anche 300mila euro, questo perché le licenze erano in numero fisso e limitato, oggi, il numero diventa illimitato.
    Le licenze pagate carissime non valgono più niente.
    Quindi questo provvedimento colpirà in modo grave la categoria, non comporterà nessun abbassamento delle "corse" e farà dei tassisti non più dei piccoli proprietari ma dei nuovi proletari.

    Conclusione: ciò che è stato fatto ai tassisti è un esproprio senza indennizzo.
    Almeno così si direbbe se vigesse lo Stato di diritto.
    Ma per la sinistra, è l'abolizione di un privilegio.

    Per “il cerchio e la croce”,invece,questo ricorda una liberalizzazione storica, effettuata da un liberista di nome Josip Stalin negli anni '30.

    Dignità

    Continua l’analisi della condizione amministrativa e sociale, riguardante la città della piana, ad opera dell’ass. cult. “ILCERCHIOELACROCE”che al termine dell’ultima riunione svoltasi il giorno 05/07/06, oltre a formulare il seguente comunicato, ha presentato hai camerati presenti il nuovo blog dell’associazione;  http://ilcerchioelacroce.spaces.msn.com/

     

    Dignità. Deve essere questa la parola d’ordine per sbrogliare la matassa della giunta comunale e del suo Sindaco. E’ passato un anno  dall’insediamento e, a nostro avviso, le risposte del primo cittadino alla terza città della Calabria sono state le apparizioni alle sagre di paese e la nomina simbolica e senza diritto di veto del dott. Vitale a Presidente della S.A.C.A.L.  Nulla più. L’immobilismo di questa giunta nei confronti di questa città, che guardando gli indici economici e sociali è allo sbando, è aggravato da partiti fantasma        (Pdci, Rc, Verdi,) che pur non avendo Consiglieri comunali rimangono in piedi solo per ottenere cariche (vedi Assessorati) e scatenarsi alla disperata ricerca di posti di lavoro per soddisfare la clientela, mai così determinante, nelle elezioni a vario livello come nella città della piana. Dignità dicevamo, è proprio così! Nell’impossibilità di governare il Sindaco, stanco dei continui ricatti, di agguati che puntualmente lo indeboliscono dovrebbe dimettersi. Tesi ancor più convincente se considerano i risultati raggiunti dal Sindaco, divulgati a mezzo stampa dal direttivo dei Democratici di Sinistra lo scorso primo luglio, andare alle elezioni significherebbe, viste le precedenti giunte, vittoria certa. Tra i risultati sbandierati dai DS, ricordiamo, ad onor del vero, che la deroga che ha consentito al comune di Lamezia Terme di poter spendere ed accendere i mutui, nonostante il mancato rispetto del patto di stabilità, è stata una concessione dell’ odiato ministro Giulio Tremonti, con residuali meriti del Sindaco e della sua scriteriata giunta! Invece delle lotte intestine nello staff del primo cittadino e della minoranza nel Consiglio Comunale (anche se puntualmente arrivano le stampelle offerte dal centro-destra) perchè non si chiede agli elettori un’iniezione di fiducia facendosi rieleggere con una maggioranza corposa che garantirebbe maggiore stabilità?  E’ possibile che l’unico interesse di consiglieri è il fisso mensile del comune (cifre aggiornate parlano di circa 1000 euro al mese) e l’accaparramento vile di cariche pubbliche. Lametini siete ancora disposti a farvi sbeffeggiare dall’ultimo cialtrone di turno? Non vi sentite offesi, defraudati, da questa situazione che inevitabilmente colpisce anche voi, le vostre famiglie e i vostri figli? Avete ancora la voglia di vivere in una città allo sbando e senza una guida degna di questo nome?

    June 27

    TRA SANTI E FALSI DEI

     

    Come di consuetudine si è svolta la riunione settimanale dell’ass. cult. “IL CERCHIO E LA CROCE”, FORZA NUOVA E FRONTE SOCIALE NAZIONALE dove, dopo aver analizzato il dato referendario, si è ribadito il successo raggiunto dall’iniziativa che ha visto protagonisti, con il presidio su corso G.Nicotera per il no al referendum volantinaggi, i Camerati Lametini.

    Nella riunione i camerati hanno proseguito nel dibattito  analizzando lo scenario politico ed amministrativo della città della piana, traendone alcune considerazioni e riflessioni riportate in un comunicato:

     

    Assistiamo, a continui battibecchi e sproloqui su diverse materie ma in realtà nulla si muove. Da prima la questione della provincia “provincia SI provincia No”, argomento ormai talmente inflazionato dai nostri politici,”e non solo”tanto da spingere qualcuno di loro a chiederne i diritti d’autore o primogeniture. (come se solo pochi eletti si potessero interessarsi al caso).

    Per non parlare della precaria condizione in cui versa il comune stesso. Qui a causa delle bizze di Lameziaprovinciaenonsolo, poco gradite dai “cespuglietti” del centrosinistra, il sindaco Speranza chiede l’azzeramento della giunta, dimostrando di comprendere (alla faccia dei “cespuglietti”)l’utilità di avere dalla sua il proprietario,Editore, di una emittente televisiva locale.

     Nel frattempo gli assessori rimangono abbarbicati alle poltrone aspettando che qualcuno dall’alto li tuteli, e tra la confusione generale si fa anche in tempo a sbagliare l’elezione dei revisori dei conti, con relativa perdita di tempo e danaro gentilmente messo a disposizione dal contribuente.

    Cominciano a farsi vivi gli immancabili “saltimbanco”che guarda caso abbandonano le loro  posizioni  iniziale, quella con la quale sono stati eletti, corrono a rafforzare l’attuale maggioranza celandosi dietro alle più insulse spiegazioni (o per seguire le scelte del partito a livello nazionale o perché, ritenendo di essere stati eletti da autonomi collegati ad una lista di centrodestra, pretendono di potersi collocare dove meglio credono) dimostrando in realtà che anche loro sono alla spasmodica ricerca di occupare uno scanno che gli dia la possibilità di rispondere alle esigenze personali di chi li ha votati, alimentando la politica clientelare che ha uno stantio odore di “MAFIA”.

    Nulla di nuovo sotto il sole gli stessi scenari di lotta per la spartizione di cariche che caratterizzava le amministrazioni di centrodestra sono presenti anche nelle amministrazioni di centrosinistra, ciò avvalorando ancora una volta come destra e sinistra siano due facce della stessa medaglia, due facce dello stesso sistema, ambedue lontane dai reali interessi del Popolo:

    Ne destra ne sinistra dunque ma Alternativa al sistema.

    June 24

    Balcanizzare l’Italia per dominarla meglio? No


    E’ dal 1976 che la City e Wall Street ipotizzano la distruzione degli Stati nazionali europei per “aprire gli spazi al libero mercato” e rendere più agevoli i raid e le rapine della grande finanza internazionale. Da trent’anni, dunque, c’è chi cerca di disegnare una nuova carta geografica dell’ Europa-mercato.
    Ricordiamo bene, per esempio, l’originaria campagna de “l’Economist” sull’Europa a varie velocità e a cerchi concentrici regionali con la ricca e sviluppata Ruhr nel mezzo e in periferia tutto la povertà del nostro continente. Come rammentiamo bene l’assalto liberal-liberista a quegli Stati nazionali, come l’Italia, ancora fondati sull’economia mista, sull’economia sociale e sull’industria pubblica. Ridotta oggi a consumatrice di prodotti altrui, a donna di servizio con contratto precario.
    Nella colonia-Italia fu in particolare la Fondazione Agnelli a lanciare l’idea della riforma costituzionale, detta “federale”. Una turba di pseudo-giuristi si improvvisò di conseguenza messaggera di una “nuova geografia politica”. Prima disegnando una “Padania” definita “Grande regione” secessionista; quindi rimodellando le attuali regioni in mini-Stati. Con la conseguente moltiplicazione esponenziale di parlamentari, portaborse, poltrone, agenzie ed istituti ad hoc. E relativi emolumenti.
    La sinistra liberaldemocratica ha iniziato l’opera nel 2001, delegando alle Regioni tutto il possibile: anche, di fatto, il veto alle grandi opere pubbliche o la rappresentanza in alcune materie di politica estera.
    La destra liberaldemocratica ha completato l’opera, limando qua e là ed aggiungendo pizze e fichi. Ed ha poi convocato il referendum di domenica prossima.
    Ora sta a Voi. Volete completare l’opera della sinistra e della destra per balcanizzare l’Italia?

     

    www.rinascita.info

    June 21

    articolo

    ITALIA PATRIA NOSTRA!

     

    Si è regolarmente svolta, domenica 18/06/06, la manifestazione su corso G.Nicotera tenuta dai giovanidell’ass. cult. Il Cerchio e la Croce forza nuova e Fronte Sociale Nazionale.

    La campagna referendaria dei giovani camerati di Lamezia Terme per invitare al NO è stata intitolata “ITALIA PATRIA NOSTRA”, sotto questo slogan vengono racchiuse tutte le motivazioni che differenziano il no dei giovani Nazionalpopolari dal no della sinistra.

    E’ stato infatti ribadito ancora una volta la volontà di impegnarsi per il no, non per difendere questa costituzione partigiana ma, rigettando ogni federalismo, di difendere il concetto di Patria, Nazione e centralità dello Stato.

    Il presidio, al quale hanno partecipato anche giovani camerati provenienti da Catanzaro ed altri paesi del Lametino, con gazebo e distribuzione di volantini, ha suscitato interesse e curiosità tra i Lametini, sorpresi per questo no espresso da una forza politica che viene ritenuta apparentata al centrodestra ma che invece, ribadiscono i giovani camerati, nulla ha da condividere con tali forze  liberalcapitaliste.