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    April 05

    LA TRADIZIONE NON SI “RECIDE”.

    In merito alle celebrazioni pasquali e in particolare  alla tradizionale processione del Venerdì Santo, esprimiamo profonda indignazione per la decisione espressa dal  Vescovo di confermare, per il quartiere di Sambiase, l’anticipazione del rito al mercoledì.   

    Non sono bastate dunque le proteste di migliaia di fedeli  tra cui giovani della nostra associazione, che lo scorso anno, disertando il dettame del vescovo,  manifestarono il loro disappunto con una fiaccolata che si svolse, simbolicamente, di venerdì.

    Anche quest’anno linea dura nei confronti dei fedeli Sambiasini, nessuna concessione o riconoscimento.

    Eppure, come reso noto lo scorso anno, non si tratta di una questione di pennacchio o di politica, ma è un “caso” di  “tradizione”, un rituale che trova nella comunità in questione radici che attraversano oltre 5 secoli  e che con troppa leggerezza il vescovo Luigi Cantafora, desidererebbe cancellare.

    Tra le motivazioni espresse dal capo della diocesi, si asseriva la volontà di promuovere, con questa iniziativa, l’unificazione della città, come se questo compito appartenesse ad un potere divino.

    Una città strana Lamezia Terme, una comunità mai diventata omogenea e che persegue la sua unificazione attraverso lo sport, la religione ed altro,  tutto ed il contrario di tutto purché non si tocchi la politica, così anche il capo di una comunità religiosa si inserisce nel caos che regna ormai da 40 anni, decidendo di recidere “radici” per il bene della comunità.

    Noi del “Cerchio e la Croce” che della tradizione abbiamo fatto la nostra ragione di vita e motivo di fiducia per risolvere i problemi che attanagliano la nostra società, diciamo al vescovo che:” il compito di costruire una comunità spetta in primo luogo alla politica, la quale deve essere in grado di valorizzare le diversità espresse dalla cittadinanza e servirsi delle sue tradizioni per costruire ed arricchire un patrimonio identitario comune, con la consapevolezza che le radici debbano essere considerate non come un freno ma come base di partenza e solido punto d’appoggio su cui fare leva per unire fattivamente la città”.

    Asserito ciò, i componenti del  Cerchio e la Croce, come già fatto lo scorso anno, diserteranno la cerimonia del mercoledì per aderire alla consueta fiaccolata di protesta che si svolgerà il venerdì santo.

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